Dal 21 al 23 maggio 2026 il Teatro comunale “G. Verdi” di San Severo ha ospitato la terza edizione delle Giornate di Nutrizione Clinica dell’Alto Tavoliere, International Meeting dedicato al ruolo della nutrizione clinica nella prevenzione, nella gestione delle patologie croniche e nel miglioramento della qualità di vita dei pazienti. L’evento, accreditato ECM, ha riunito medici, biologi nutrizionisti, farmacisti, dietisti, psicologi, infermieri, fisioterapisti, tecnici sanitari e chinesiologi, confermando la natura fortemente multidisciplinare del congresso.

In questo contesto si è inserita la lettura scientifica del Prof. Matteo Antonio Russo, dal titolo “Molecular basis of the beneficial effects of Mediterranean diet on prevention of age-related cardiac diseases and on life expectancy”. Il programma ufficiale colloca l’intervento alle ore 12.15, con Chair: Augusto Orsini, a conferma del legame tra ricerca biomedica, nutrizione, prevenzione cardiovascolare e approccio traslazionale alla salute.

Matteo Antonio Russo e il valore clinico della dieta mediterranea

Il Prof. Russo, indicato nel programma congressuale come Professore Ordinario di Fisiopatologia Generale e Direttore della Ricerca Clinica Molecolare presso l’I.R.C.C.S. San Raffaele di Roma, ha affrontato il tema della dieta mediterranea non come semplice modello alimentare, ma come sistema biologico complesso, capace di dialogare con i meccanismi cellulari, metabolici e cardiovascolari che incidono sull’invecchiamento e sulla longevità.

Dieta mediterranea, prevenzione cardiovascolare e longevità

La relazione ha richiamato l’attenzione su un punto centrale: la nutrizione clinica non può essere ridotta al solo controllo del peso corporeo o alla correzione dietetica di singoli parametri. Come sottolineato anche nel razionale scientifico del congresso, la nutrizione ha un ruolo nella prevenzione primaria delle malattie croniche non trasmissibili e delle loro complicanze, coinvolgendo obesità, diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari, neoplasie, alterazioni endocrine, microbiota intestinale, nutrigenomica e sicurezza della filiera agroalimentare.

Da questa prospettiva, la dieta mediterranea assume un valore che supera l’ambito strettamente clinico. Non è soltanto uno schema nutrizionale, ma un patrimonio scientifico, culturale e territoriale, fondato sulla qualità degli alimenti, sulla loro origine, sulla relazione tra produzione e salute, e sulla capacità di trasformare la prevenzione in pratica quotidiana. Il congresso ha infatti dedicato ampio spazio anche al rapporto tra cibo, territorio, sicurezza alimentare, sostenibilità e sviluppo locale.

Augusto Orsini introduce la lettura scientifica del Prof. Russo

A introdurre la lettura del Prof. Russo è stato il Prof. Augusto Orsini, indicato nel programma ufficiale tra i relatori come Direttore Scientifico del Parco Scientifico e Tecnologico Pontino Technoscience. La sua presenza ha rafforzato il collegamento tra l’attività scientifica del Parco e i temi emergenti della medicina preventiva, della nutrizione clinica e della ricerca applicata alla salute.

Per Technoscience, la partecipazione a un appuntamento di questo livello rappresenta un’ulteriore occasione di confronto con la comunità scientifica nazionale e internazionale. Il tema della dieta mediterranea, letto attraverso le basi molecolari dei suoi effetti benefici, si inserisce pienamente in una visione moderna della salute: una visione in cui alimentazione, ricerca biomedica, prevenzione, innovazione e territorio non procedono separatamente, ma diventano parti di un unico ecosistema scientifico.

Nutrizione clinica, ricerca e salute: una visione integrata

Le Giornate di Nutrizione Clinica dell’Alto Tavoliere confermano così San Severo come luogo di dialogo qualificato sui grandi temi della salute contemporanea. La presenza del Prof. Matteo Antonio Russo e del Prof. Augusto Orsini ha dato ulteriore rilievo a una riflessione che riguarda non solo la pratica clinica, ma anche la cultura della prevenzione, la qualità della vita e il futuro della medicina personalizzata.

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Le cose che ci chiedete più spesso

È un approccio che definisce la biologia reale della malattia (tessuti, marcatori, profili omici dove indicato) e la collega a decisioni diagnostiche e terapeutiche personalizzate. Non si limita a classifiche generiche o a linee guida applicate in blocco: costruisce un percorso individuale misurabile con endpoint clinici solidi.

Un ruolo abilitante. Le biobanche garantiscono campioni tracciati e comparabili; le omiche ampliano la lettura dei meccanismi (infiammatori, metabolici, genetici). Quando integrate con protocolli rigorosi e con real-world data, rendono riproducibile l’evidenza e accelerano la traslazione verso trial o adozione clinica.